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Umbra acque e l’arte d’ingannare: “l’incremento tariffario riguarda “solo” la parte agevolata”

Con un recente comunicato pubblicato sui giornali on line Umbra acque spa spiega le ragioni degli aumenti tariffari, approvati dal Consiglio Direttivo dell’AURI – l’Assemblea dei Comuni.

Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre.” diceva una celebre frase di Abraham Lincoln.

L’apparente spiegazione logica riportata negli articoli si smonta facilmente.

  1. La tariffa agevolata

Da sempre la tariffa del servizio idrico dei comuni gestiti da Umbra Acque spa è articolata in 4 fasce, di cui la prima, che va da 0 a 70 mc annui. Non essendoci mai stata una tariffa agevolata va da sè che quella relativa alla prima fascia sia considerata la tariffa base. D’altra parte le tariffe delle 4 fasce sono sempre aumentate di anno in anno in base alla percentuale deliberata dalle assemblee dei comuni.

La Determina dell’ARERA del 25/9/2017 n. 655, con la quale è stato approvato il cosiddetto TICSI (testo integrato corrispettivi servizi idrici), prevede una tariffa base aggiornata mediante il moltiplicatore tariffario (che per l’anno 2018 è pari a 1,121 e per l’anno 2019 pari a 1,144) ed una tariffa agevolata che può essere SCONTATA rispetto a quella base dal 20 al 50%.

E qui veniamo all’inganno!

Per applicare questa indicazione dell’ARERA i comuni hanno deliberato che la tariffa base fosse la ex seconda fascia ed a questa hanno calcolato lo sconto per la tariffa agevolata, facendo sparire definitivamente la prima fascia.

Per capire l’importanza del passaggio possiamo precisare che la tariffa di prima fascia (0-70 mc) era di € 0,2541 e con l’applicazione del moltiplicatore tariffario per il 2018 doveva aumentare fino a € 0,2848.

Di conseguenza la tariffa agevolata doveva risultare da una diminuzione che poteva essere dal 20 al 50% e quindi corrispondere ad un importo oscillante da € 0,2278 ad € 0,1424.

Considerando invece come tariffa base quella che era di seconda fascia, corrispondente ad € 1,1349, abbiamo avuto una tariffa detta “agevolata”, ma in realtà quasi triplicata rispetto all’anno precedente. Insomma i primi consumi costeranno per tutte le utenze domestiche residenziali € 0,8269 piuttosto che € 0,2848 per mc. Questa si può chiamare agevolazione?

Un consumo di 70 mc annui senza agevolazione sarebbe costato € 19,93 mentre con la “finta” agevolazione costa € 57,88, oltre il doppio!

  1. La tariffa di terza e quarta fascia.

Contro il principio “più consumi e più paghi” è invece diminuito il costo della terza fascia tariffaria, quella oltre i 240 mc. che prima costava € 3,028777 e dal 2018 (da conguagliare nel 2019) è passata ad € 1,6617 fino ad un consumo di 360 mc e ad € 2,0107 per consumi oltre 360 mc.

Così le utenze domestiche con elevati consumi stanno ricevendo conguagli positivi.

  1. Tariffa pro capite

Rispetto alla “Tariffa pro-capite”, l’Umbra Acque sta applicando la tariffa base rapportata a 3 componenti per ogni utenza, cioè 90 mc per anno fino al 2022. Per allora avrà dovuto fare le verifiche dei componenti effettivi facenti capo all’utenza.

Questo significa che nel 2022 avremo altri conguagli? Quindi i nuclei con meno di tre componenti dovranno restituire i soldi per la tariffa agevolata pagata in più?

Mentre alle utenze con più di 3 componenti, ad esempio una famiglia di 4 persone, saranno restituiti i soldi per la maggiore tariffa pagata?

Cosi come dopo il referendum del 2011 quando i profitti che dovevano sparire diventano invece costi, oggi gli aumenti diventano agevolazioni, mentre per i gestori crescono gli utili.

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Acqua: la tariffa dell’acquedotto aumenta di circa il 50%! E la chiamano agevolazione!

 

Con una delibera del 28 dicembre scorso il Consiglio Direttivo dell’AURI ha approvato la nuova articolazione tariffaria per l’anno 2018 e 2019, in applicazione del TICSI (TESTO INTEGRATO CORRISPETTIVI SERVIZI IDRICI) introdotto dalla Delibera ARERA 655 del 28/09/2017 con lo scopo di creare un quadro unico del sistema tariffario nazionale.

Per le utenze gestite da Umbra Acque spa tutto ciò ha comportato l’introduzione della fascia agevolata per le utenze domestiche residenziali pari a 30 mc all’anno per ogni persona facente capo all’utenza. Per esempio se l’utenza serve un nucleo di 5 persone la fascia tariffaria agevolata sarà di 150 mc all’anno e, questa, sarebbe finalmente una buona notizia, ma…..

Quello che sembrerebbe finalmente l’applicazione di un principio di equità, l’applicazione della tariffa del SII rapportata al numero delle persone riferibili alla stessa utenza, si traduce nei fatti nell’aumento di circa il 50% rispetto alla tariffa base del 2017 (€ 1,8569 nel 2018 contro 1,2066 della 1° fascia del 2017).

Allo stesso tempo nella nuova classificazione la tariffa relativa alla 3° eccedenza di consumo, oltre i 360 mc annui costa all’utenza circa il 35% in meno rispetto al 2017 (€ 3,02 nel 2018 contro € 4,78, per consumi maggiori di 240 mc, nel 2017).

Questa è chiaramente l’applicazione di una logica commerciale finalizzata ad incassare di più sui primi consumi nelle utenze domestiche che cercano di salvaguardare la risorsa risparmiando il consumo di acqua.

L’altra novità che ci preme sottolineare è l’introduzione della categoria “uso pubblico non disalimentabile” alla quale sono ricondotte le utenze di ospedali e servizi sanitari, scuole, vigili del fuoco, caserme e tutti gli altri uffici pubblici necessari allo svolgimento de servizi essenziali alla collettività. Per queste utenze viene applicata la stessa tariffa per l’uso industriale, commerciale e artigianale, cioè delle imprese che producono profitti.

Ancora una volta sono stati favorite le speculazioni delle multinazionali (suez/acea all’interno di Umbra Acque) piuttosto che il diritto umano fondamentale all’accesso all’acqua.

Un piccolo consiglio per alleviare un poco quest’ultima stangata di tariffe alle utenze con nuclei di persone maggiori di 3 è quello di comunicare all’Umbria Acque spa il numero dei componenti che fanno capo all’utenza in modo da avere la tariffa cosiddetta “agevolata” applicata ad una fascia più ampia.

L’unica soluzione a questo sistema resta quella di liberare l’acqua dal privato e dalla logica privatistica dei profitti!

Comitato Umbro Acqua Pubblica

https://acquapubblica-umbria.noblogs.org

e_mail: acquapubblicapg@gmail.com

Michel 3381912990, Massimo 3384611681, Elisabetta 3337826433

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Estrazione lotteria a premi “Privatizzare l’acqua è un crimine contro l’umanità”

Oggi 26 aprile alle ore 18,00 si è svolta l’estrazione della lotteria organizzata dal Comitato Umbro Acqua Pubblica per finanziare le spese legali necessarie alla vertenza dell’istanza popolare per la risoluzione del contratto con Umbra Acque spa.

Ecco i numeri estratti collegati a premi:

1° premio – Quadro del pittore di Josè Carlos Araoz – biglietto n. 1993

2° “Secretaire” in radica di noce – biglietto n. 2324

3° Prosciutto – biglietto n. 1727

4° Lampada in rame per esterno – biglietto n. 1677

5° Smart Phone – biglietto n. 2036

6° Ventilatore con piedistallo – biglietto n. 2173

7° Centrifugatrice per alimenti – biglietto n. 0373

8° Set da tavola decoro ricco deruta – biglietto n. 1867

9° Lattina olio extravergine di oliva anno 2018 – biglietto n. 1349

10° Un set di 6 bicchieri rossi con disegno oro – biglietto n. 1781

11° Una bottiglia di grappa da uve San Giovese biologiche – biglietto n. 2063

12° una bottiglia di vino “Notte Rossa” – biglietto n. 0187

I premi potranno essere ritirati dietro presentazione del biglietto vincente entro il 25/05/2019, presso la sede del comitato, tutti i mercoledì pomeriggio dalle 17,00 alle 19,00 oppure concordando un’altro giorno chiamando i referenti Michel 3381912990, Massimo 3384611681, Elisabetta 3337826433.

 

 

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Parte la lotteria dell’ Acqua del Comitato!

Estrazione il 26 Aprile

Premi Lotteria Estrazione il 26 Aprile

 

  Partecipa alla lotteria per finanziare le spese legali dell’istanza popolare di risoluzione della convenzione di affidamento del servizio idrico a Umbra Acque SPA.

  

  Dopo 14 anni di gestione privata del servizio idrico, iniziata dagli ATI 1 e 2 dell’Umbria nel 2003 con l’affidamento a Umbra Acque SPA (partecipata dalla multinazionale ACEA SPA e quindi dalla francese SUEZ), con il pretesto che la gestione totalmente pubblica fosse costosa, corrotta e inefficiente e, continuata malgrado la vittoria del referendum dell’acqua del 2011, oggi abbiamo l’ulteriore conferma del totale fallimento del modello privato di gestione del servizio idrico! Dal piano tariffario del SII periodo 2016-2019 infatti si deduce che questa gestione produce grandi profitti per le multinazionali (ACEA-SUEZ) a scapito degli utenti.

1) Il programma ACEA 2.0, con la scusa di efficientare la gestione amministrativa, in realtà ha permesso ad ACEA (SUEZ) di chiudere il 2016 con un utile maggiore del 49,9% rispetto al 2015                               (vds QFinanza on line ) e di aumentare la quotazione delle sue azioni del 2,78%.
2) Bollette rincarate (2016 +5,5 %, 2017 +12,1 %, 2018 +8,4 %, 2019 +10,5%)
3) canoni non pagati ai comuni (€ 12.640.000 cifra indicata nella “Relazione tariffe”)
4) investimenti non realizzati (€ 59.525.518 dall’esito dei controlli pubblicati dall’ATI) comunque pagati nelle tariffe
5) aumento delle perdite nelle reti.

Tutto finalizzato al profitto del gestore!

Un modello di gestione che porta all’aumento dei costi a carico degli utenti, all’impoverimento delle infrastrutture e che è sempre più lontano dalle esigenze degli utenti che per usufruire di un bene di prima necessità come l’acqua, per problemi contrattuali o di fatturazione, si possono relazionare solo con call center che raramente rispondono, mentre diminuiscono gli sportelli aperti al pubblico insieme ai dipendenti con i quali gli utenti possono interloquire.

Cosa ci ritroveremo alla scadenza della concessione nel 2027?
Cosa fanno Sindaci e Amministratori?

Il Comitato Umbro Acqua Pubblica, con il sostegno di 1500 cittadini, presenterà l’istanza per la risoluzione della Convenzione con Umbra Acque SPA ed avviare una gestione pubblica e partecipata dalle comunità locali.

Partecipa alla lotteria per finanziare le spese legali del Comitato!

L’estrazione della lotteria avverrà venerdì 26 aprile2019,

presso la sede del Comitato in Via del lavoro 29, 06124 Perugia

volantino istanza popolare lotteria

RegolamentoLotteria2019ComitatoUmbroAcquaPubblica

 

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Giornata mondiale dell’acqua: Umbra Acque spa mette in mora utenti che invece hanno pagato!

Via del lavoro 29

Sede del Comitato Referendario ACQUA 2 SI

Sono ormai due anni che stiamo sopportando gravi disagi nella gestione del servizio idrico di Umbra Acque spa.

L’anno scorso per circa 8 mesi le fatture non sono arrivate, poi sono iniziate ad arrivare con importi esagerati ed a cadenza molto ravvicinata, anche ogni 10 giorni. Si è scoperto poi che in molti casi non arrivavano a causa degli indirizzi sbagliati, tanto che molti utenti hanno dovuto affollare gli sportelli (quei pochi rimasti!) per chiedere duplicati e correggere gli indirizzi.

Questi gli effetti della nuova gestione amministrativa centralizzata di ACEA (vedi la multinazionale SUEZ) che ormai fa da padrona sull’acqua, monopolio naturale privatizzato ormai da anni.

Per di più, oltre la beffa anche il danno!

Tutto ciò è dovuto alla messa in opera di ACEA 2.0 il famoso programma centralizzato che doveva efficientare tutta la gestione amministrativa delle varie partecipate di ACEA (-SUEZ) e che costa agli utenti Umbri 2 milioni di euro all’anno (oltre 150 milioni nel suo complesso!). Adesso, per concludere il ciclo, stanno arrivando a molti utenti raccomandate con messa in mora ed avviso di distacco.

Il bello è che in molti casi gli importi richiesti sono stati regolarmente pagati!

Insomma, prima i ritardi, poi le fatture ogni 10 giorni, adesso le raccomandate con avviso di distacco senza alcun sollecito precedente!

Eppure Umbra Acque non è così regolare con i suoi impegni. Infatti nel periodo 2003-2013 ha realizzato minori investimenti per una media di circa il 37% per periodi di controllo, fino ad arrivare al 38,43% per il solo 2014, ultimo anno di controllo. Nello stesso tempo le tariffe sono aumentate ma diminuiscono gli sportelli al cittadino; subiamo procedure d’infrazione europea per mancanza di depuratori ma il canone viene pagato anche quando i cittadini provvedono da soli con le fosse imhoff; non si realizzano gli investimenti ma si fanno pagare i conguagli tariffari.

L’acqua è un servizio vitale e la sua peculiarità è riconosciuta dall’ONU, dalle organizzazioni internazionali, dalle direttive europee. Il distacco senza alcun motivazione equivale ad un reato di interruzione di pubblico servizio.

Come è possibile minacciare il distacco di un servizio fondamentale con tanta leggerezza e a fronte di una gestione così inefficiente?

VIA LE MULTINAZIONALI CHE PENSANO SOLO A FARE PROFITTI CON L’ACQUA!
CACCIAMO UMBRA ACQUE (ACEA-SUEZ) SPA prima che sia troppo tardi.

Comitato Umbro Acqua Pubblica

(Michel Drouin 338.1912990 Massimo Panella 338.4611681 Elisabetta De Persio 333.7826433)

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IMPORTANTE SENTENZA PER GLI UTENTI DI UMBRA ACQUE IL GIUDICE DI PACE DI PERUGIA Dr.ssa C.Cristiani RICONOSCE IL RIMBORSO DELLA DEPURAZIONE E DELLA FOGNATURA A FAR DATA DAL 1° GENNAIO 2003

Il Giudice di Pace di Perugia, Dott.ssa C. Cristiani, con sentenza n. 656/2017, ha accolto il ricorso presentato da un utente del servizio idrico, riconoscendogli il diritto al rimborso degli importi indebitamente corrisposti ad Umbra Acque S.p.a., a titolo di quota di tariffa per la depurazione e la fognatura, a far data dal 1° gennaio 2003.

La causa ha preso il via dal ricorso presentato dalla sig.ra Luciana Crestani, assistita dall’avv. Sandro Ponziani, del Foro di Città di Castello, alla quale, pur non essendo servita da alcun impianto di depurazione, né collegata alla fognatura pubblica, era sempre stata addebitata la quota di tariffa, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008 avesse dichiarato l’illegittimità di tale balzello, in mancanza del relativo servizio.

Tale quota era stata solo parzialmente rimborsata alla sig.ra Crestani dal gestore, per il periodo successivo al 2007; mentre veniva negato ogni rimborso per il periodo precedente.

In corso di causa, Umbra Acque (difesa dall’Avv. Carlo Calvieri) sosteneva che le somme relative al predetto periodo, dovevano ritenersi ormai prescritte.

Il Giudice di Pace di Perugia, in persona della Dott.ssa Cristiana Cristiani (richiamando peraltro una sua precedente analoga sentenza), ha però accolto quanto sostenuto dall’Avv. Ponziani, secondo cui alla fattispecie deve ritenersi applicabile l’art. 2946 del Codice Civile, che prevede la prescrizione ordinaria decennale del diritto al rimborso di somme indebitamente corrisposte.

Umbra Acque spa quindi è stata condannata a rimborsare la somma illegittimamente pagata dall’utente dal 1 gennaio 2003, oltre l’IVA, gli interessi legali e la rivalutazione monetaria, da calcolarsi dalla data dei singoli pagamenti al saldo ed anche sulla somma già rimborsata da Umbra Acqua spa nel periodo successivo al 01.01.2007, nonché al pagamento delle spese del giudizio.

La sentenza assume pertanto una particolare importanza, per tutti gli utenti di Umbra Acque non serviti da impianti di depurazione funzionanti o non collegati alla pubblica fognatura (che si calcola siano diverse migliaia), i quali potranno far valere nei confronti del gestore il diritto al rimborso delle somme indebitamente corrisposte.

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Presidente di Umbra Acque spa (vedi ACEA-SUEZ) prima di richiamare i cittadini al rispetto delle ordinanze guarda dentro l’azienda che rappresenti: quando rispetterete il piano d’ambito?

Con un articolo comparso sulla nazione on line del 24 luglio scorso il Presidente di Umbra Acque Gianluca Carini richiama i cittadini al rispetto delle ordinanze per il risparmio idrico. Caro presidente, i cittadini rispettano i loro impegni perchè sono consapevoli di quanto sia importante risparmiare l’acqua e conservarla in buono stato per le generazioni future. Infatti i consumi sono diminuiti e gli aumenti delle bollette vengono pagati regolarmente (tasso di morosità inferiore alla media nazionale).

Non si può dire altrettanto invece di Umbra Acque spa (vedi ACEA-SUEZ), che ha iniziato nel 2003 a gestire il servizio idrico, a seguito di affidamento da parte dei comuni, sulla base della motivazione che la gestione totalmente pubblica era costosa, corrotta e inefficiente. Dopo circa 15 anni però ci accorgiamo che ha prodotto solo grandi profitti per le casse della società a scapito degli utenti, Infatti:

1) Il recente programma ACEA 2.0, introdotto con la scusa di efficientare la gestione amministrativa, e pagato con le tariffe degli utenti, in realtà ha permesso ad ACEA (SUEZ) di chiudere il 2016 con un utile maggiore del 49,9% rispetto al 2015 (vds QFinanza on line ) e di aumentare la quotazione delle sue azioni del 2,78%.

2) Le bollette aumentano regolarmente (2016 +5,5 %, 2017 +12,1 %, 2018 +8,4 %, 2019 +10,5%).

3) I debiti verso i comuni per canoni non pagati risultano di € 12.640.006 (da“Relazione tariffe”) quindi gli stessi comuni per pagare i mutui per il servizio idrico devono usare le tasse dei cittadini, che quindi pagano 2 volte per la stessa cosa: in bolletta e con le tasse comunali.

4) Dall’esito dei controlli pubblicati dall’ATI, gli investimenti non realizzati da Umbra Acque spa e che sono stati comunque pagati nelle tariffe ammontano a € 59.525.518.

5) Le perdite nelle reti aumentano di anno in anno, in alcuni luoghi superano il 50%

Allora Presidente, chi è che spreca l’acqua e che deve mantenere gli impegni presi?

Ormai il fallimento della gestione privata del servizio idrico è palese!
Un modello che porta all’aumento dei costi a carico degli utenti, all’impoverimento delle infrastrutture e che è sempre più lontano dalle esigenze degli utenti i quali, per usufruire di un bene di prima necessità come l’acqua, per problemi contrattuali o di fatturazione, possono relazionarsi solo con i call center che non sempre rispondono: infatti
diminuiscono gli sportelli aperti al pubblico insieme ai dipendenti con i quali gli utenti possono interloquire.

Cosa ci ritroveremo alla scadenza della concessione nel 2027?

I cittadini/utenti hanno capito da tempo che è necessario uscire dal giro vizioso della privatizzazione ed avviare un processo di gestione pubblica e partecipata dalle comunità locali.

Per questo invitano chi non l’ha ancora fatto a  firmare l”istanza popolare di risoluzione della convenzione di affidamento del servizio idrico a Umbra Acque SPA” (vedi articolo campagna di sottoscrizione).

L’unica soluzione possibile.

Comitato Umbro Acqua Pubblica

Per info:

https://acquapubblica-umbria.noblogs.org – e_mail: acquapubblicaumbria@gmail.com

cell. 3381912990 – 3337826433 – 3384611681

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Ecco il risultato degli investimenti di Umbra Acque pagati nelle tariffe dagli utenti. Firma anche tu l’istanza popolare di risoluzione della convenzione di affidamento del servizio idrico a Umbra Acque SPA

Dopo circa 15 anni di gestione  privata del servizio idrico, possiamo assistere ai  risultati mostrati in questo video che riprende l’esplosione della tubatura di via Settevalli a Perugia mercoledì 5 luglio.

Cosa ci ritroveremo alla scadenza della concessione nel 2027?

Dobbiamo uscirne prima!

firma anche tu ”l’istanza popolare di risoluzione della convenzione di affidamento del servizio idrico a Umbra Acque SPA” con la quale i cittadini/utenti potranno dire a Sindaci e amministratori di prendere atto quanto prima di questo fallimento, di procedere alla risoluzione della Convenzione con Umbra Acque SPA e tornare ad una gestione pubblica e partecipata dalle comunità locali.

Come fare per firmare?

Contatta il comitato:

-ai numeri di cellulare 333.7826433, 338.1912990, 338.4611681

-tutti i mercoledì dalle 17,30 alle 19,30 a Perugia in via del Lavoro 29, tel. 075. 5057404

via e_mail: acquapubblicapg@gmail.com

-scarica il modulo in A3 direttamente dal blog del comitato e fallo firmare ai tuoi amici:

modulo raccolta firme istanza di risoluzione convenzione

 

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CAMPAGNA DI SOTTOSCRIZIONE DELL’ISTANZA POPOLARE PER LA RISOLUZIONE DELLA CONVENZIONE DI AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO IDRICO A UMBRA ACQUE SPA

Via del Lavoro 29

Sede Comitato Umbro Acqua Pubblica

12 e 13 giugno 2011 Vittoria del referendum contro la privatizzazione dell’acqua! 12 e 13 giugno 2017 i cittadini /utenti chiedono la risoluzione della convenzione con Umbra Acque SPA!

A 6 anni dalla vittoria del referendum contro la privatizzazione dell’acqua, constatiamo il fallimento del modello di gestione privata del servizio idrico, iniziata nel 2003, quando i comuni degli ex ATI 1 e 2 dell’Umbria hanno affidato la gestione del servizio idrico a Umbra Acque SPA, partecipata dalla multinazionale ACEA SPA e quindi dalla francese SUEZ, perché la gestione totalmente pubblica era costosa, corrotta e inefficiente.

Oggi abbiamo l’ulteriore conferma del totale fallimento del modello privato di gestione!

Dal piano tariffario del SII periodo 2016-2019 infatti si deduce che la gestione privata del servizio idrico produce grandi profitti per le multinazionali (ACEA-SUEZ) a scapito degli utenti, come si può vedere dal dossier elaborato dal comitato umbro acqua pubblica (link).

Bollette rincarate, canoni non pagati ai comuni (€ 12.640.006 da relazione tariffe)  investimenti non realizzati (€ 59.525.518 dall’esito dei controlli pubblicati dall’ATI) comunque pagati nelle tariffe, aumento delle perdite nelle reti.

Tutto finalizzato all’aumento dei profitti per il gestore!

Un modello di gestione che porta all’aumento dei costi a carico degli utenti e all’impoverimento delle infrastrutture e che, inoltre, è sempre più lontano dalle esigenze degli utenti che, per usufruire di un bene di prima necessità come l’acqua, possono relazionarsi solo con i call center, sia per problemi contrattuali che di fatturazione. Infatti diminuiscono gli sportelli aperti al pubblico insieme ai dipendenti con i quali gli utenti possono interloquire.

Cosa ci ritroveremo alla scadenza della concessione nel 2027?

Dobbiamo uscirne prima!

In occasione dell’anniversario della vittoria referendaria il Comitato Umbro Acqua Pubblica avvia la campagna di sottoscrizione ”istanza popolare di risoluzione della convenzione di affidamento del servizio idrico a Umbra Acque SPA” con la quale i cittadini/utenti potranno dire a Sindaci e amministratori di prendere atto quanto prima di questo fallimento, di procedere alla risoluzione della Convenzione con Umbra Acque SPA e tornare ad una gestione pubblica e partecipata dalle comunità locali.

Come fare per firmare?

Contatta il comitato:

-ai numeri di cellulare 333.7826433, 338.1912990, 338.4611681

-tutti i mercoledì dalle 17,30 alle 19,30 a Perugia in via del Lavoro 29, tel. 075. 5057404

via e_mail: acquapubblicapg@gmail.com

-scarica il modulo in A3 direttamente dal blog del comitato e fallo firmare ai tuoi amici:

modulo raccolta firme istanza di risoluzione convenzione

 

 

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NON SONO I PADRONI DELLA TERRA: BLOCCATI I LAVORI DELL’ACQUEDOTTO MAGNA-MAGNA NASCE LA LIBERA REPUBBLICA DEL NERA

A Precetto 3 giorni di campeggio e iniziative contro l’acquedotto

Procedono senza sosta i lavori del nefasto acquedotto della Valnerina costoso inutile e dannoso.

Per discutere sulle forme di lotta e mobilitazione il coordinamento no acquedotto per la difesa del Nera aveva organizzato per stamattina 30 maggio un’assemblea e due giorni di mobilitazione e festa presso l’orto collettivo Neraviglioso, uno spazio libero e coltivato collettivamente in maniera biologica e naturale.

Senza alcun preavviso alla proprietaria dell’orto Neraviglioso stamattina le ruspe del SII hanno tentato di violare lo spazio libero e coltivato per continuare i lavori di interramento dei tubi che attraverseranno per 34 chilometri il territorio, violando la Valnerina. Le persone presenti hanno deciso di iniziare a presidiare il terreno ed impedire la violazione di uno spazio privato coltivato e vissuto collettivamente.

Si è poi deciso di opporsi alle ruspe del SII almeno per i prossimi giorni per ribadire che non esistono padroni assoluti dei nostri territori che possono decidere, senza preavvisi, di entrare nei terreni e devastare quello che si trovano davanti con le ruspe ed i macchinari.

Neraviglioso in questo momento è stato rinominato “libera repubblica del Nera”, con decine di tende collocate nel territorio, musica, discussioni, lettura di poesie e brani, proiezioni di video.

Richiamandosi all’esperienza della porta del sol a Madrid o di Jersey park di New York si lanciano tre giorni di accampata collettiva invitando tutti coloro che hanno una tenda, fantasia e creatività a partecipare a questa esperienza ch si oppone ai gruppi economico-finanziari, in questo caso una partecipata come il SII, che tentano di sfruttare i territori, le risorse ed i beni comuni per i profitti privati per pochi.

Si contestano le presunte emergenze, da quella idrica all’allarme trielina dell’anno scorso sino all’ultima di Terni Nord che nella narrazione proposta dal SII legittimerebbero l’opera inutile e dannosa.

Si ribadisce l’assurdità di immettere a Pentima in un acquedotto colabrodo le acque pure della valnerina, che dovremmo preservare per le generazioni future. Ricordiamo che le perdite dell’attuale acquedotto gestito da anni dal SII sono quasi al 50%, vuol dire che si perdde e spreca quasi metà dell’acqua prima che arrivi ai nostri rubinetti.

Oltre al fatto che l’opera è dannosa al territorio l’acquedotto è sin ora senz’acqua perché contraddicendo i progetti presentati dal SII e come avevano previsto i geologi del Coordinamento Noacquedotto- sono secchi i pozzi scavati a Terria sopra la discarica dei rifiuti di Ferentillo con pericolo di contaminazione della falda profonda.

Dannosa alla popolazione perché gli oltre 17,5 milioni di euro che rappresentano il costo iniziale dell’opera saranno pagati direttamente (in bolletta) e indirettamente (con soldi pubblici) da tutti per garantire i profitti dei soliti noti.

Per questi motivi invitiamo tutti ai tre giorni della libera repubblica del Nera, portando la fantasia, la rabbia e la creatività per contrastare le logiche predatorie che sono dietro e dentro l’acquedotto magna-magna.

Neraviglioso: https://www.facebook.com/Neraviglioso-1000594546683338/?fref=ts

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