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Cambiano i governi nazionali e locali, ma il diritto all’acqua resta calpestato!

L’efficientamento della gestione tanto propagandato da Umbra acque spa, pagato con gli ultimi aumenti tariffari, serve ad aumentare i profitti ma sicuramente non a soddisfare il diritto fondamentale dell’accesso all’acqua.

Infatti Umbra Acque spa ha avviato una nuova ondata di distacchi dell’acqua.

Basta un disguido bancario, una bolletta non ricevuta senza che l’utente se ne accorga, o semplicemente non avere la possibilità di pagare che arriva a casa l’operatore a staccare l’acqua. Non importa se non hai ricevuto nessun avviso; sui tablet in dotazione agli operatori l’avviso risulta inviato, d’altronde non c’è più bisogno nemmeno della firma di ricevuta! (sic), quindi si può procedere al distacco.

La metà dell’acqua potabile si perde nelle reti, però il gestore privato dell’ATI 1 e 2 dell’Umbria non esita a lasciare famiglie, persone, malate o no, senza un bene di prima necessità come l’acqua, nella completa indifferenza dei Sindaci, le cui politiche ormai sono completamente asservite alle multinazionali.

Eppure non si parla altro che di acqua come diritto umano fondamentale che deve essere tutelato: l’ONU lo ha dichiarato con la risoluzione del 28 luglio 2010; il Parlamento Europeo lo fece già con la Risoluzione del 4 settembre 2003 dove stabilì che “l’accesso all’acqua potabile pulita in quantità e qualità congrue costituisce un diritto umano fondamentale” e che “i governi nazionali hanno il dovere di adempiere a questo obbligo;” (https://contrattoacqua.it/public/upload/1/2/tab_elms_docs/13278296761-acqua-e-pe.pd).

In Italia il diritto all’accesso all’acqua, strettamente “connesso all’uso dell’acqua potabile in casa” è sicuramente collegato all’art. 32 della Costituzione sulla tutela il diritto alla salute (sent.ze Tribunale di Cagliari 31/03/2014; Trib. di Fermo del 23/3/2016; Corte di Cassazione sentenza n. 16894/16).

Anche l’ARERA, l’autorità del mercato del servizio idrico (nonostante il popolo italiano abbia detto no alla privatizzazione dell’acqua con il referendum del 2011) ha posto un limite ai distacchi degli utenti morosi, stabilendo, con delibera 311/2019/R/idr, che il servizio idrico può essere sospeso solo per un mancato pagamento superiore all’importo “annuo dovuto dall’utente relativamente alla fascia di consumo a tariffa agevolata, ossia 50 litri/abitante/giorno”, volendo garantire agli utenti almeno il minimo vitale giornaliero a persona, oppure in caso di

Ma i Sindaci dell’AURI tutto fanno tranne che tutelare gli utenti, così l’Umbra Acque spa (leggasi ACEA e SUEZ) fa da padrona sull’acqua, privando i cittadini di un bene essenziale diritto umano fondamentale.

Se il dovere di ogni primo cittadino è quello di gestire la res-pubblica vogliamo che i Sindaci dell’AURI vietino i distacchi e pretendano dal gestore il rispetto della convenzione, cioè:

– la realizzazione degli investimenti programmati e pagati con i soldi pubblici e le tariffe degli utenti;

il rimborso dei canoni dei mutui, che Umbra Acque incassa con le bollette. Mutui che i cittadini pagano due volte, la prima nelle bollette, la seconda attraverso la fiscalità locale.

Comitato Umbro Acqua Pubblica

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L’acqua pubblica senza profitto è un diritto sancito dal voto di 27 mil. di cittadini italiani!. Porano 12 ottobre 2019

Sempre più cittadini, comitati territoriali ed enti locali,, si sono da tempo riattivati per pretendere una legge nazionale che garantisca il rispetto del voto referendario del 2011 e la ripubblicizzazione del servizio idrico, prevedendo (cit.) (…) un nuovo sistema di finanziamento basato sulla leva tariffaria, sulla finanza pubblica e la fiscalità generale, in grado di garantire gli investimenti necessari per la ristrutturazione delle reti idriche, la tutela quali-quantitativa del bene acqua e il diritto all’accesso ad un bene vitale (…)”

(…) questa legge scaturisce dalla necessità di un cambiamento normativo nazionale (…) si tratta dell’aggiornamento della legge d’iniziativa popolare, depositata già nel 2007 con oltre 400.000 firme (…) con la quale ci si pone l’obiettivo di promuovere una gestione pubblica, partecipativa e ambientalmente ecocompatibile dell’acqua, con tariffe eque per tutti i cittadini, che garantisca gli investimenti fuori da qualsiasi logica di profitto e i diritti dei lavoratori (…) 

Continuiamo purtroppo ad assistere a dibattiti intorno alla legge per l’acqua pubblica distorti da narrazioni volutamente artefatte, anche con il contributo dei maggiori organi di informazione, che descrivono uno scenario apocalittico sui costi della ripubblicizzazione, allo scopo di spaventare l’opinione pubblica e distorcere la realtà dei fatti. Sono invece scenari destituiti di ogni fondamento (con cifre messe a caso…circa 20 miliardi di euro) completamente smentiti dal dossier presentato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, in collaborazione con Altreconomia e scaricabile a questo link http://www.acquabenecomune.org/attachments/article/3842/Dossier_costi_ripubblicizzazione_acqua_def.pdf  nel quale si dimostra come la come la ripubblicizzazione abbia costi contenuti pari a circa 1,5 miliardi di €, quindi decisamente praticabili, se soltanto si volesse farlo.

A suo tempo, siamo stati tra i promotori del Comitato per l’Acqua Pubblica dell’Orvietano, e in questa fase riteniamo quanto mai necessario riattivarci in tal senso. Ripartiremo da considerazioni generali sul Referendum tradito e sull’attuale sistema di gestione dell’acqua in Umbria e nelle Province di Terni e Viterbo, tratteremo del ruolo delle autorità nazionali e regionali in tema di acqua e rifiuti, del costo dell’acqua per gli utenti, e comprenderemo infine le voci presenti nella bolletta. 

Lo faremo con il supporto di Elisabetta De Persio del Comitato Umbro Acqua Pubblica, attingendo all’esperienza decennale nelle vertenze per l’acqua pubblica in Umbria, e di Laura Settimi del Comitato per l’Acqua  Pubblica di Viterbo, nonché Vice Sindaco di Lubriano (VT), da sempre impegnata nelle iniziative per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

L’appuntamento è a PORANO per SABATO 12 OTTOBRE alle ore 17:30. 

INCONTRO PUBBLICO alla Sala Consiliare, promosso da ALTERNATIVA PER PORANO.

slide per Porano a cura del Comitato Umbro Acqua Pubblica

 

Posted in INCONTRI, INIZIATIVE, MATERIALE, TARIFFA/BOLLETTE.


Umbra acque e l’arte d’ingannare: “l’incremento tariffario riguarda “solo” la parte agevolata”

Con un recente comunicato pubblicato sui giornali on line Umbra acque spa spiega le ragioni degli aumenti tariffari, approvati dal Consiglio Direttivo dell’AURI – l’Assemblea dei Comuni.

Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre.” diceva una celebre frase di Abraham Lincoln.

L’apparente spiegazione logica riportata negli articoli si smonta facilmente.

  1. La tariffa agevolata

Da sempre la tariffa del servizio idrico dei comuni gestiti da Umbra Acque spa è articolata in 4 fasce, di cui la prima, che va da 0 a 70 mc annui. Non essendoci mai stata una tariffa agevolata va da sè che quella relativa alla prima fascia sia considerata la tariffa base. D’altra parte le tariffe delle 4 fasce sono sempre aumentate di anno in anno in base alla percentuale deliberata dalle assemblee dei comuni.

La Determina dell’ARERA del 25/9/2017 n. 655, con la quale è stato approvato il cosiddetto TICSI (testo integrato corrispettivi servizi idrici), prevede una tariffa base aggiornata mediante il moltiplicatore tariffario (che per l’anno 2018 è pari a 1,121 e per l’anno 2019 pari a 1,144) ed una tariffa agevolata che può essere SCONTATA rispetto a quella base dal 20 al 50%.

E qui veniamo all’inganno!

Per applicare questa indicazione dell’ARERA i comuni hanno deliberato che la tariffa base fosse la ex seconda fascia ed a questa hanno calcolato lo sconto per la tariffa agevolata, facendo sparire definitivamente la prima fascia.

Per capire l’importanza del passaggio possiamo precisare che la tariffa di prima fascia (0-70 mc) era di € 0,2541 e con l’applicazione del moltiplicatore tariffario per il 2018 doveva aumentare fino a € 0,2848.

Di conseguenza la tariffa agevolata doveva risultare da una diminuzione che poteva essere dal 20 al 50% e quindi corrispondere ad un importo oscillante da € 0,2278 ad € 0,1424.

Considerando invece come tariffa base quella che era di seconda fascia, corrispondente ad € 1,1349, abbiamo avuto una tariffa detta “agevolata”, ma in realtà quasi triplicata rispetto all’anno precedente. Insomma i primi consumi costeranno per tutte le utenze domestiche residenziali € 0,8269 piuttosto che € 0,2848 per mc. Questa si può chiamare agevolazione?

Un consumo di 70 mc annui senza agevolazione sarebbe costato € 19,93 mentre con la “finta” agevolazione costa € 57,88, oltre il doppio!

  1. La tariffa di terza e quarta fascia.

Contro il principio “più consumi e più paghi” è invece diminuito il costo della terza fascia tariffaria, quella oltre i 240 mc. che prima costava € 3,028777 e dal 2018 (da conguagliare nel 2019) è passata ad € 1,6617 fino ad un consumo di 360 mc e ad € 2,0107 per consumi oltre 360 mc.

Così le utenze domestiche con elevati consumi stanno ricevendo conguagli positivi.

  1. Tariffa pro capite

Rispetto alla “Tariffa pro-capite”, l’Umbra Acque sta applicando la tariffa base rapportata a 3 componenti per ogni utenza, cioè 90 mc per anno fino al 2022. Per allora avrà dovuto fare le verifiche dei componenti effettivi facenti capo all’utenza.

Questo significa che nel 2022 avremo altri conguagli? Quindi i nuclei con meno di tre componenti dovranno restituire i soldi per la tariffa agevolata pagata in più?

Mentre alle utenze con più di 3 componenti, ad esempio una famiglia di 4 persone, saranno restituiti i soldi per la maggiore tariffa pagata?

Cosi come dopo il referendum del 2011 quando i profitti che dovevano sparire diventano invece costi, oggi gli aumenti diventano agevolazioni, mentre per i gestori crescono gli utili.

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Acqua: la tariffa dell’acquedotto aumenta di circa il 50%! E la chiamano agevolazione!

 

Con una delibera del 28 dicembre scorso il Consiglio Direttivo dell’AURI ha approvato la nuova articolazione tariffaria per l’anno 2018 e 2019, in applicazione del TICSI (TESTO INTEGRATO CORRISPETTIVI SERVIZI IDRICI) introdotto dalla Delibera ARERA 655 del 28/09/2017 con lo scopo di creare un quadro unico del sistema tariffario nazionale.

Per le utenze gestite da Umbra Acque spa tutto ciò ha comportato l’introduzione della fascia agevolata per le utenze domestiche residenziali pari a 30 mc all’anno per ogni persona facente capo all’utenza. Per esempio se l’utenza serve un nucleo di 5 persone la fascia tariffaria agevolata sarà di 150 mc all’anno e, questa, sarebbe finalmente una buona notizia, ma…..

Quello che sembrerebbe finalmente l’applicazione di un principio di equità, l’applicazione della tariffa del SII rapportata al numero delle persone riferibili alla stessa utenza, si traduce nei fatti nell’aumento di circa il 50% rispetto alla tariffa base del 2017 (€ 1,8569 nel 2018 contro 1,2066 della 1° fascia del 2017).

Allo stesso tempo nella nuova classificazione la tariffa relativa alla 3° eccedenza di consumo, oltre i 360 mc annui costa all’utenza circa il 35% in meno rispetto al 2017 (€ 3,02 nel 2018 contro € 4,78, per consumi maggiori di 240 mc, nel 2017).

Questa è chiaramente l’applicazione di una logica commerciale finalizzata ad incassare di più sui primi consumi nelle utenze domestiche che cercano di salvaguardare la risorsa risparmiando il consumo di acqua.

L’altra novità che ci preme sottolineare è l’introduzione della categoria “uso pubblico non disalimentabile” alla quale sono ricondotte le utenze di ospedali e servizi sanitari, scuole, vigili del fuoco, caserme e tutti gli altri uffici pubblici necessari allo svolgimento de servizi essenziali alla collettività. Per queste utenze viene applicata la stessa tariffa per l’uso industriale, commerciale e artigianale, cioè delle imprese che producono profitti.

Ancora una volta sono stati favorite le speculazioni delle multinazionali (suez/acea all’interno di Umbra Acque) piuttosto che il diritto umano fondamentale all’accesso all’acqua.

Un piccolo consiglio per alleviare un poco quest’ultima stangata di tariffe alle utenze con nuclei di persone maggiori di 3 è quello di comunicare all’Umbria Acque spa il numero dei componenti che fanno capo all’utenza in modo da avere la tariffa cosiddetta “agevolata” applicata ad una fascia più ampia.

L’unica soluzione a questo sistema resta quella di liberare l’acqua dal privato e dalla logica privatistica dei profitti!

Comitato Umbro Acqua Pubblica

https://acquapubblica-umbria.noblogs.org

e_mail: acquapubblicapg@gmail.com

Michel 3381912990, Massimo 3384611681, Elisabetta 3337826433

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Estrazione lotteria a premi “Privatizzare l’acqua è un crimine contro l’umanità”

Oggi 26 aprile alle ore 18,00 si è svolta l’estrazione della lotteria organizzata dal Comitato Umbro Acqua Pubblica per finanziare le spese legali necessarie alla vertenza dell’istanza popolare per la risoluzione del contratto con Umbra Acque spa.

Ecco i numeri estratti collegati a premi:

1° premio – Quadro del pittore di Josè Carlos Araoz – biglietto n. 1993

2° “Secretaire” in radica di noce – biglietto n. 2324

3° Prosciutto – biglietto n. 1727

4° Lampada in rame per esterno – biglietto n. 1677

5° Smart Phone – biglietto n. 2036

6° Ventilatore con piedistallo – biglietto n. 2173

7° Centrifugatrice per alimenti – biglietto n. 0373

8° Set da tavola decoro ricco deruta – biglietto n. 1867

9° Lattina olio extravergine di oliva anno 2018 – biglietto n. 1349

10° Un set di 6 bicchieri rossi con disegno oro – biglietto n. 1781

11° Una bottiglia di grappa da uve San Giovese biologiche – biglietto n. 2063

12° una bottiglia di vino “Notte Rossa” – biglietto n. 0187

I premi potranno essere ritirati dietro presentazione del biglietto vincente entro il 25/05/2019, presso la sede del comitato, tutti i mercoledì pomeriggio dalle 17,00 alle 19,00 oppure concordando un’altro giorno chiamando i referenti Michel 3381912990, Massimo 3384611681, Elisabetta 3337826433.

 

 

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Parte la lotteria dell’ Acqua del Comitato!

Estrazione il 26 Aprile

Premi Lotteria Estrazione il 26 Aprile

 

  Partecipa alla lotteria per finanziare le spese legali dell’istanza popolare di risoluzione della convenzione di affidamento del servizio idrico a Umbra Acque SPA.

  

  Dopo 14 anni di gestione privata del servizio idrico, iniziata dagli ATI 1 e 2 dell’Umbria nel 2003 con l’affidamento a Umbra Acque SPA (partecipata dalla multinazionale ACEA SPA e quindi dalla francese SUEZ), con il pretesto che la gestione totalmente pubblica fosse costosa, corrotta e inefficiente e, continuata malgrado la vittoria del referendum dell’acqua del 2011, oggi abbiamo l’ulteriore conferma del totale fallimento del modello privato di gestione del servizio idrico! Dal piano tariffario del SII periodo 2016-2019 infatti si deduce che questa gestione produce grandi profitti per le multinazionali (ACEA-SUEZ) a scapito degli utenti.

1) Il programma ACEA 2.0, con la scusa di efficientare la gestione amministrativa, in realtà ha permesso ad ACEA (SUEZ) di chiudere il 2016 con un utile maggiore del 49,9% rispetto al 2015                               (vds QFinanza on line ) e di aumentare la quotazione delle sue azioni del 2,78%.
2) Bollette rincarate (2016 +5,5 %, 2017 +12,1 %, 2018 +8,4 %, 2019 +10,5%)
3) canoni non pagati ai comuni (€ 12.640.000 cifra indicata nella “Relazione tariffe”)
4) investimenti non realizzati (€ 59.525.518 dall’esito dei controlli pubblicati dall’ATI) comunque pagati nelle tariffe
5) aumento delle perdite nelle reti.

Tutto finalizzato al profitto del gestore!

Un modello di gestione che porta all’aumento dei costi a carico degli utenti, all’impoverimento delle infrastrutture e che è sempre più lontano dalle esigenze degli utenti che per usufruire di un bene di prima necessità come l’acqua, per problemi contrattuali o di fatturazione, si possono relazionare solo con call center che raramente rispondono, mentre diminuiscono gli sportelli aperti al pubblico insieme ai dipendenti con i quali gli utenti possono interloquire.

Cosa ci ritroveremo alla scadenza della concessione nel 2027?
Cosa fanno Sindaci e Amministratori?

Il Comitato Umbro Acqua Pubblica, con il sostegno di 1500 cittadini, presenterà l’istanza per la risoluzione della Convenzione con Umbra Acque SPA ed avviare una gestione pubblica e partecipata dalle comunità locali.

Partecipa alla lotteria per finanziare le spese legali del Comitato!

L’estrazione della lotteria avverrà venerdì 26 aprile2019,

presso la sede del Comitato in Via del lavoro 29, 06124 Perugia

volantino istanza popolare lotteria

RegolamentoLotteria2019ComitatoUmbroAcquaPubblica

 

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Giornata mondiale dell’acqua: Umbra Acque spa mette in mora utenti che invece hanno pagato!

Via del lavoro 29

Sede del Comitato Referendario ACQUA 2 SI

Sono ormai due anni che stiamo sopportando gravi disagi nella gestione del servizio idrico di Umbra Acque spa.

L’anno scorso per circa 8 mesi le fatture non sono arrivate, poi sono iniziate ad arrivare con importi esagerati ed a cadenza molto ravvicinata, anche ogni 10 giorni. Si è scoperto poi che in molti casi non arrivavano a causa degli indirizzi sbagliati, tanto che molti utenti hanno dovuto affollare gli sportelli (quei pochi rimasti!) per chiedere duplicati e correggere gli indirizzi.

Questi gli effetti della nuova gestione amministrativa centralizzata di ACEA (vedi la multinazionale SUEZ) che ormai fa da padrona sull’acqua, monopolio naturale privatizzato ormai da anni.

Per di più, oltre la beffa anche il danno!

Tutto ciò è dovuto alla messa in opera di ACEA 2.0 il famoso programma centralizzato che doveva efficientare tutta la gestione amministrativa delle varie partecipate di ACEA (-SUEZ) e che costa agli utenti Umbri 2 milioni di euro all’anno (oltre 150 milioni nel suo complesso!). Adesso, per concludere il ciclo, stanno arrivando a molti utenti raccomandate con messa in mora ed avviso di distacco.

Il bello è che in molti casi gli importi richiesti sono stati regolarmente pagati!

Insomma, prima i ritardi, poi le fatture ogni 10 giorni, adesso le raccomandate con avviso di distacco senza alcun sollecito precedente!

Eppure Umbra Acque non è così regolare con i suoi impegni. Infatti nel periodo 2003-2013 ha realizzato minori investimenti per una media di circa il 37% per periodi di controllo, fino ad arrivare al 38,43% per il solo 2014, ultimo anno di controllo. Nello stesso tempo le tariffe sono aumentate ma diminuiscono gli sportelli al cittadino; subiamo procedure d’infrazione europea per mancanza di depuratori ma il canone viene pagato anche quando i cittadini provvedono da soli con le fosse imhoff; non si realizzano gli investimenti ma si fanno pagare i conguagli tariffari.

L’acqua è un servizio vitale e la sua peculiarità è riconosciuta dall’ONU, dalle organizzazioni internazionali, dalle direttive europee. Il distacco senza alcun motivazione equivale ad un reato di interruzione di pubblico servizio.

Come è possibile minacciare il distacco di un servizio fondamentale con tanta leggerezza e a fronte di una gestione così inefficiente?

VIA LE MULTINAZIONALI CHE PENSANO SOLO A FARE PROFITTI CON L’ACQUA!
CACCIAMO UMBRA ACQUE (ACEA-SUEZ) SPA prima che sia troppo tardi.

Comitato Umbro Acqua Pubblica

(Michel Drouin 338.1912990 Massimo Panella 338.4611681 Elisabetta De Persio 333.7826433)

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IMPORTANTE SENTENZA PER GLI UTENTI DI UMBRA ACQUE IL GIUDICE DI PACE DI PERUGIA Dr.ssa C.Cristiani RICONOSCE IL RIMBORSO DELLA DEPURAZIONE E DELLA FOGNATURA A FAR DATA DAL 1° GENNAIO 2003

Il Giudice di Pace di Perugia, Dott.ssa C. Cristiani, con sentenza n. 656/2017, ha accolto il ricorso presentato da un utente del servizio idrico, riconoscendogli il diritto al rimborso degli importi indebitamente corrisposti ad Umbra Acque S.p.a., a titolo di quota di tariffa per la depurazione e la fognatura, a far data dal 1° gennaio 2003.

La causa ha preso il via dal ricorso presentato dalla sig.ra Luciana Crestani, assistita dall’avv. Sandro Ponziani, del Foro di Città di Castello, alla quale, pur non essendo servita da alcun impianto di depurazione, né collegata alla fognatura pubblica, era sempre stata addebitata la quota di tariffa, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008 avesse dichiarato l’illegittimità di tale balzello, in mancanza del relativo servizio.

Tale quota era stata solo parzialmente rimborsata alla sig.ra Crestani dal gestore, per il periodo successivo al 2007; mentre veniva negato ogni rimborso per il periodo precedente.

In corso di causa, Umbra Acque (difesa dall’Avv. Carlo Calvieri) sosteneva che le somme relative al predetto periodo, dovevano ritenersi ormai prescritte.

Il Giudice di Pace di Perugia, in persona della Dott.ssa Cristiana Cristiani (richiamando peraltro una sua precedente analoga sentenza), ha però accolto quanto sostenuto dall’Avv. Ponziani, secondo cui alla fattispecie deve ritenersi applicabile l’art. 2946 del Codice Civile, che prevede la prescrizione ordinaria decennale del diritto al rimborso di somme indebitamente corrisposte.

Umbra Acque spa quindi è stata condannata a rimborsare la somma illegittimamente pagata dall’utente dal 1 gennaio 2003, oltre l’IVA, gli interessi legali e la rivalutazione monetaria, da calcolarsi dalla data dei singoli pagamenti al saldo ed anche sulla somma già rimborsata da Umbra Acqua spa nel periodo successivo al 01.01.2007, nonché al pagamento delle spese del giudizio.

La sentenza assume pertanto una particolare importanza, per tutti gli utenti di Umbra Acque non serviti da impianti di depurazione funzionanti o non collegati alla pubblica fognatura (che si calcola siano diverse migliaia), i quali potranno far valere nei confronti del gestore il diritto al rimborso delle somme indebitamente corrisposte.

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Presidente di Umbra Acque spa (vedi ACEA-SUEZ) prima di richiamare i cittadini al rispetto delle ordinanze guarda dentro l’azienda che rappresenti: quando rispetterete il piano d’ambito?

Con un articolo comparso sulla nazione on line del 24 luglio scorso il Presidente di Umbra Acque Gianluca Carini richiama i cittadini al rispetto delle ordinanze per il risparmio idrico. Caro presidente, i cittadini rispettano i loro impegni perchè sono consapevoli di quanto sia importante risparmiare l’acqua e conservarla in buono stato per le generazioni future. Infatti i consumi sono diminuiti e gli aumenti delle bollette vengono pagati regolarmente (tasso di morosità inferiore alla media nazionale).

Non si può dire altrettanto invece di Umbra Acque spa (vedi ACEA-SUEZ), che ha iniziato nel 2003 a gestire il servizio idrico, a seguito di affidamento da parte dei comuni, sulla base della motivazione che la gestione totalmente pubblica era costosa, corrotta e inefficiente. Dopo circa 15 anni però ci accorgiamo che ha prodotto solo grandi profitti per le casse della società a scapito degli utenti, Infatti:

1) Il recente programma ACEA 2.0, introdotto con la scusa di efficientare la gestione amministrativa, e pagato con le tariffe degli utenti, in realtà ha permesso ad ACEA (SUEZ) di chiudere il 2016 con un utile maggiore del 49,9% rispetto al 2015 (vds QFinanza on line ) e di aumentare la quotazione delle sue azioni del 2,78%.

2) Le bollette aumentano regolarmente (2016 +5,5 %, 2017 +12,1 %, 2018 +8,4 %, 2019 +10,5%).

3) I debiti verso i comuni per canoni non pagati risultano di € 12.640.006 (da“Relazione tariffe”) quindi gli stessi comuni per pagare i mutui per il servizio idrico devono usare le tasse dei cittadini, che quindi pagano 2 volte per la stessa cosa: in bolletta e con le tasse comunali.

4) Dall’esito dei controlli pubblicati dall’ATI, gli investimenti non realizzati da Umbra Acque spa e che sono stati comunque pagati nelle tariffe ammontano a € 59.525.518.

5) Le perdite nelle reti aumentano di anno in anno, in alcuni luoghi superano il 50%

Allora Presidente, chi è che spreca l’acqua e che deve mantenere gli impegni presi?

Ormai il fallimento della gestione privata del servizio idrico è palese!
Un modello che porta all’aumento dei costi a carico degli utenti, all’impoverimento delle infrastrutture e che è sempre più lontano dalle esigenze degli utenti i quali, per usufruire di un bene di prima necessità come l’acqua, per problemi contrattuali o di fatturazione, possono relazionarsi solo con i call center che non sempre rispondono: infatti
diminuiscono gli sportelli aperti al pubblico insieme ai dipendenti con i quali gli utenti possono interloquire.

Cosa ci ritroveremo alla scadenza della concessione nel 2027?

I cittadini/utenti hanno capito da tempo che è necessario uscire dal giro vizioso della privatizzazione ed avviare un processo di gestione pubblica e partecipata dalle comunità locali.

Per questo invitano chi non l’ha ancora fatto a  firmare l”istanza popolare di risoluzione della convenzione di affidamento del servizio idrico a Umbra Acque SPA” (vedi articolo campagna di sottoscrizione).

L’unica soluzione possibile.

Comitato Umbro Acqua Pubblica

Per info:

https://acquapubblica-umbria.noblogs.org – e_mail: acquapubblicaumbria@gmail.com

cell. 3381912990 – 3337826433 – 3384611681

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Ecco il risultato degli investimenti di Umbra Acque pagati nelle tariffe dagli utenti. Firma anche tu l’istanza popolare di risoluzione della convenzione di affidamento del servizio idrico a Umbra Acque SPA

Dopo circa 15 anni di gestione  privata del servizio idrico, possiamo assistere ai  risultati mostrati in questo video che riprende l’esplosione della tubatura di via Settevalli a Perugia mercoledì 5 luglio.

Cosa ci ritroveremo alla scadenza della concessione nel 2027?

Dobbiamo uscirne prima!

firma anche tu ”l’istanza popolare di risoluzione della convenzione di affidamento del servizio idrico a Umbra Acque SPA” con la quale i cittadini/utenti potranno dire a Sindaci e amministratori di prendere atto quanto prima di questo fallimento, di procedere alla risoluzione della Convenzione con Umbra Acque SPA e tornare ad una gestione pubblica e partecipata dalle comunità locali.

Come fare per firmare?

Contatta il comitato:

-ai numeri di cellulare 333.7826433, 338.1912990, 338.4611681

-tutti i mercoledì dalle 17,30 alle 19,30 a Perugia in via del Lavoro 29, tel. 075. 5057404

via e_mail: acquapubblicapg@gmail.com

-scarica il modulo in A3 direttamente dal blog del comitato e fallo firmare ai tuoi amici:

modulo raccolta firme istanza di risoluzione convenzione

 

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