Si, se si vogliono davvero ridurre le perdite, migliorare i sistemi di depurazione e la qualità dell’acqua è necessario non solo programmare gli investimenti (a carico della tariffa o di contributi) ma anche realizzarli!
Il piano degli investimenti si aggiorna ogni due anni in modo da verificare la realizzazione di quanto programmato nei due anni precedenti,in coerenza con gli aumenti tariffari anticipati per tali investimenti.
Per questo il Comitato umbro Acqua Pubblica aveva chiesto, tramite l’assessorato del comune di Perugia e della Regione,controlli dettagliati degli investimenti sul territorio gestito da Umbra Acque spa.
Per tutta risposta abbiamo ricevuto il link con gli atti pubblicati e così abbiamo fatto quello che avrebbero dovuto fare le amministrazioni pubbliche: controllare quanto è stato programmato con le tariffe pagate dai cittadini e con i contributi e quanti investimenti sono stati realizzati.
D’altronde la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa non può essere solo una bella festa di propaganda ma deve anche manifestarsi con atti concreti.
A questo proposito abbiamo anche insistito sulla costituzione della “Consulta degli utenti”, prevista dalla legge di istituzione dell’AURI L.R. 11/2013 (Assemblea regionale dei comuni che controlla i gestori e approva le tariffe), che non è stata mai attivata nè dalle vecchie amministrazioni, tanto meno dalle nuove, chiedendo un incontro al Presidente dell’AURI, inviando una email, alla quale non abbiamo avuto alcuna risposta.
In ogni caso quello che è emerso dai controlli (apri il link) è che:
– molti degli investimenti non sono stati realizzati e/o erano stati già programmati negli anni precedenti (circa 30 milioni);
– un grande aumento di costi per manutenzioni straordinarie non ben specificate (oltre 20 milioni, codici MS1, MS2, MS3, MS4), inefficienza di gestione che non può gravare sui cittadini;
– maggiori investimenti in servizi accessori, specie in quelli procurati dal partner privato (ACEA spa con le sue partecipate, la multinazionale francese SUEZ ed il gruppo romano Caltagirone), come ad esempio costi per sistemi informatici e per lo sviluppo dell’impianto di telecontrollo (codici 7073 e 3534, chi è il fornitore?), gli allacci di nuove utenze (ma non dovevano essere tutti a carico degli utenti?), l’acquisto di contatori per la campagna contro le perdite (in parte dismessi senza essere utilizzati).
Quindi meno investi per migliorare rete e infrastrutture e queste più invecchiano e di conseguenza aumenta la spesa per la manutenzione straordinaria!
Come mai Umbra Acque spa e così inefficiente nella gestione? E come mai l’AURI avalla tutto?
Insomma la storia degli investimenti di Umbra acqua spa conferma ancora una volta come l’acqua sia tutt’altro che un bene comune, ma una fonte di profitto garantito per i privati e per le amministrazioni (utile d’esercizio 2024 prima delle imposte € 19.531.487), in barba ai cittadini chiamati solo a pagare (tariffe e tasse per i contributi).
Mentre AURI, comuni e soci privati di Umbra Acque spa continuano a programmare investimenti futuri, noi cittadini vogliamo:
– il blocco degli aumenti tariffari a partire dalla prossima approvazione del piano d’ambito;
– la restituzione delle tariffe pagate per investimenti non realizzati;
– l’applicazione delle penali al gestore come previsto nella convenzione, per la mancata realizzazione degli investimenti;
– l’attivazione della Consulta degli utenti ai senti della L. R. 11/2013
– la gestione pubblica e partecipata dai cittadini del servizio idrico integrato attraverso un’azienda speciale interamente pubblica che preveda non utili da ripartire ma avanzi di gestione da reinvestire nel servizio.
Comitato Umbro Acqua Pubblica
acquapubblicapg@gmail.com
https://acquapubblica-umbria.noblogs.org
Obbedienza Civile
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Si è conclusa alla fine di settembre l’azione popolare presentata al Tribunale di Perugia con la quale il Comitato Umbro Acqua Pubblica, attraverso una rappresentante, con il supporto di oltre mille firme di cittadini utenti, chiedeva la risoluzione del rapporto con Umbra Acque spa per inadempienza contrattuale dovuta alla mancata realizzazione degli investimenti e la mancata applicazione delle penali e delle sanzioni previste dalla Convenzione di gestione da parte dell’AURI, come si conviene in tutti i rapporti contrattuali con le imprese private.
Il Tribunale di Perugia, in persona del Giudice dr. Edoardo Postacchini, con sentenza n. 1129/2024, ha rigettato l’appello proposto da Umbra Acque contro la sentenza del Giudice di Pace di Perugia, Dr.ssa C,. Cristiani, che aveva a suo tempo accolto il ricorso di un utente del servizio idrico.
Non si può definire in altro modo la situazione in cui il gestore privato di un servizio come quello idrico si può permettere di non rispettare la convenzione di gestione, i piani d’ambito e di conseguenza obbligare i cittadini a pagare tariffe inadeguate, pena il distacco dell’acqua che è un diritto umano fondamentale, naturalmente con l’appoggio di tutte le amministrazioni comunali che la sostengono (leggasi AURI), in primis il comune di Perugia.
