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L’Assemblea dei Sindaci dell’ATI 1 e 2 approva il nuovo metodo tariffario

Iacquadollarol 30 aprile scorso l’Assemblea congiunta dei Sindaci degli ATI 1 e 2 ha approvato il Nuovo Metodo Tariffario    proposto dall’Autorità di vigilanza AEEG continuando ad ignorare la volontà popolare espressa con i referendum 2011 e nonostante la lettera aperta inviata  da Comitato Umbro Acqua Pubblica ai Sindaci.

Ma la cosa più preoccupante è che i Sindaci continuano a sostenere questa gestione privata che si stà rivelando una vera macchina mangiasoldi!  In attesa di leggere la delibera, dalle testimonianze dirette dei cittadini presenti all’Assemblea, è emerso che il gestore Umbra Acque ha bloccato i lavori degli investimenti avviati in alcuni Comuni; ha bloccato il pagamento delle rate dei mutui che si era  impegnato a pagare con l’affidamento, rate che ricadono nella determinazione dei costi in tariffa a carico degli utenti e che ora dovranno essere sopportate dai comuni stessi; ha aumentato le tariffe di circa il 10%, un aumento di 4 milioni di euro per andare avanti!!! E’ vergognoso che Umbra Acque continui ad essere inadempiente ed a incassare profitti dai Comuni, dagli utenti e dai contributi pubblici!

Di seguito   il report di chi era presente:

Martedì 30 aprile

Assemblea dei Sindaci dell’ATI 1 e 2 congiunte

per approvare la nuova tariffa imposto dall’AEEG per il 2012 e il 2013.

Entriamo a seduta a pena iniziata, 5 membri del Comitato Umbro Acqua Pubblica, all’interno della sala e subito si sente la tensione palpabile di questi rappresentanti di popolo che si sentono osservati e ascoltati.

Erano state preparate alcune sedie un po’ in disparte, in fondo, bell’apposta per noi e prendiamo posto durante l’introduzione del presidente dell’ATI 2 nonché Sindaco di Perugia, Boccali.

Dopo la relazione tecnica della direttrice dell’ATI 2 che loda questo processo di evoluzione del calcolo della tariffa che porterà ad una migliore efficienza, veniamo a sapere che oggi bisogna deliberare sulla corposità dei aumenti in tariffa legati alla nuova voce chiamata “Foni” introdotta dall’AEEG, da aggiungere per il 2012 al previsto 2,22% e per il 2013 al 1,72 % di aumento “strutturale”.

L’AEEG dispone che, questo Foni, non possa superare 6,4 % per il 2012 e 12,2 % per il 2013, ma lascia la scelta della consistenza ai ATI.

Detti fondi, dovrebbero servire ad agevolare le fasce deboli e per nuovi investimenti che poi sgraverebbe i costi finanziari dei anni successivi, secondo la direttrice.

Però nella discussione che si svolge veniamo a sapere che 2 mesi fa, durante l’assemblea del CDA di Umbra Acque SPA (UA SPA), c’è stata la presentazione del bilancio 2012, dipinta catastrofica, che gli investimenti previsti dal Piano d’Ambito sono state sospesi insieme ai lavori gia in corso d’opera, anche quelli a partecipazioni statali, e che la 4° componente della tariffa, gia riscossa da UA SPA, ossia le rate dei mutui contratti dai comuni prima e dopo l’arrivo del gestore, non sono state riversate ai comuni e quindi sono rimaste nelle casse di UA SPA! E che sono stati quindi i comuni a pagarle…..

Inoltre UA SPA denuncia dei grossi problemi a reperire nuovi prestiti presso banche e affini visto la difficile condizione del suo indebitamento e che dei investimenti futuri, quelli previsti dal PA per capirsi, non se ne parla affatto! E che servono liquidità per anticipare i soldi dei conguagli che leverranno restituiti solo in un secondo momento.

Un bel paradosso: i comuni, azionisti di maggioranza di UA SPA, non sono pagati ( con i lorostessi soldi!) e devono aumentare le tariffe, nell’assemblea dell’ATI, per finanziare una struttura che le ricatta e dove il privato, azionista di minoranza, rifiuta di pagarli.

In pratica, l’Amministratore Delegato di UA SPA, ha messo l’assemblea dei Sindaci nella condizione di “o mi fai avere più soldi o qui ti pianto un macello! Del resto non m’importa nulla.”

E molto prontamente, l’Assemblea dei Sindaci dei ATI 1 e 2 approva un 4 milione di aumento delle tariffe per il 2013, 7,8%, applicabile da domani, che andranno a finire nelle casse dell’azienda!

Chiaramente, essendo in periodo elettorale, come sempre molte chiacchiere e si sentono tante cose tra cui una in particolare colpisce: “UA SPA azienda nostra!”.

Totalmente assente la remunerazione del capitale investito termini ormai tabù, o anche oneri finanziari, anzi devono essere remunerati gli investimenti fatti, la realizzazione del Piano d’Ambito è diventato una chimera e si parla solo di rimodellazione del piano finanziario. Del referendum se ne sono perse le tracce, come del controllo del pubblico visto che l’ATI non è a conoscenza dell’avanzamento dei lavori eseguiti, come denuncia un Sindaco che lamenta uno stop degliallacciamenti alle fognature nel suo comune, cosa di cui l’ATI non era a conoscenza…. facendo solo controlli a campione sui cantieri di UA SPA!

 

 

 

 

 

 

 

Posted in COMITATO REFERENDARIO UMBRO.